domenica 28 marzo 2010

Si cerca di imparare dai migliori

A partire dal 1873, Fedor Dostoevskij pubblica settimanalmente per la rivista Il Cittadino una serie di articoli di attualità, che verranno poi raccolti per volere dell'autore stesso in un'opera intitolata Diario di uno scrittore.
La rubrica si preoccupava di portare avanti non tanto la descrizione della quotidianità dello scrittore, come potrebbe risultare evidente dal titolo, ma piuttosto di riferire un'opinione sugli avvenimenti sociali, di rendere note le sue riflessioni sulle letture effettuate, di discutere di politica, di analizzare fatti di cronaca per poi procedere a una rielaborazione degli stessi, o più semplicemente di rendersi strumento attraverso il quale lo scrittore avrebbe potuto pubblicare i suoi racconti: il Diario era un laboratorio di scrittura, un esercizio dal quale anche i suoi romanzi più famosi prendevano spunti e idee.
Proprio per le questioni trattate, non miranti a un'introspezione psicologica, ma piuttosto a un rapporto colloquiale con i lettori, c'è chi definirebbe il Diario come una sorta di blog, una porta che dà l'opportunità di entrare nella mente dello scrittore e immergersi nelle sue idee, senza per forza essere coinvolti in un'intimità quotidiana che ha il diritto di rimanere tale.

Interessante questa osservazione.

C'è chi inizia a scrivere per passione.
Chi lo fa perchè si annoia.
Chi invece crede di avere qualcosa da dire agli altri, ma si vergogna di dare un volto ai propri pensieri e preferisce mascherarli con qualche parola digitata qua e là.
Qualcun altro inconsapevolmente affida le proprie idee a un diario, ignaro di ricercare l'intimità proprio dove l'intimità si fonde con la colloquialità.
C'è chi a volte si sente ispirato.
E chi non sa trattenere la luce che sgorga dagli occhi, lucidi davanti a meccanismi di parole che senza regole, senza tregua, senza un perché, si susseguono liberamente, nei luoghi più diversi, creando quella magia letteraria che è concessa a pochi.

C'è chi ce la fa, e chi spera di farcela.

Non miro a essere come Dostoevskij, o a imitarne il genio, ma mi piace prendere in considerazione l'idea che anche lui, più di cent'anni fa, si accingeva a scrivere proprio per gli stessi motivi per cui io, e molti altri come me, inizio a farlo.

Quindi, inizio così... La mia pioggia in un giorno d'estate.

2 commenti:

  1. Da sempre sono affascinato dal potere suggestivo ed evocativo della letteratura. Provo una sana invidia verso chi usa con talento il dono meraviglioso della parola, del verbo, della poesia.
    Hai iniziato questa tua nuova avventura di aprire un blog seguendo una tua grande passione. Verrò spesso a leggere i tuoi post, perché li trovo interessanti, perché mi piace che tu scriva e perché mi piace come tu scrivi.
    (Non dovrebbe essere troppo personale il commento vero?) Un in bocca al lupo per il tuo "pioggiainungiornodestate".

    La tua pioggia in un giorno d'estate...

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  2. MI PIACE!
    (commento stupido e scontato)

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