lunedì 20 settembre 2010

Ehi... C'è nessuno qui dentro?

Quanto vorrei essere immersa in un paesaggio come questo, slegata da tutto ciò che offusca la mia mente e mi impedisce di andare avanti... a scrivere.
Continuo a modificare o, peggio, a cancellare tutto quello che scrivo. Non ho nessuna brillante idea. E la cosa più frustrante è che mi accontenterei anche di un'idea mediocre, di qualsiasi idea, pur di cercare di andare avanti e scrivere, ma farlo bene.


Vorrei essere come Gogol'. In lui l'intreccio è di per sé povero, quasi manca del tutto, e si sviluppa da un solo evento aneddotico, dall'accrescimento di singole scene, da una situazione di apparente immobilità.
Pavel Annenkov - critico letterario e storico russo, riferisce di lui: "Diceva che per il successo d'un racconto lungo o di un racconto in genere è sufficiente che l'autore descriva una stanza e una strada a lui note".
Si sa come la necessità di avere sotto mano qualcosa di simile a un intreccio metteva Gogol' in imbarazzo, tant'è che in una lettera a Puškin Gogol' scrive: "Fatemi a cortesia, datemi un intreccio qualsiasi, un aneddoto qualsiasi...".

Se continua così, sarò anch'io costretta a elemosinare storielle...

2 commenti:

  1. Come ti capisco... io certe volte penso alle robe più idiote e, pian piano, mi accorgo che sviluppandole diventano delle bombe (almeno per me).
    A dire la verità: a volte per partire con un racconto o per dare quel ché al dialogo, cito spudoratamente. Vedi la prima stesura de Il Rasoio dello zio Tom, partito da Secret Window e rimasto fermo ben quattro anni prima di riuscire a vedere la propria conclusione...

    Dai dai non mollare, queste momentanee crisi da pagina bianca capitano a tutti (a me per primo).

    E.

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  2. Ben detto Secco! c'è una sola regola quando si seguono le proprie passioni... NON MOLLARE MAI. Anche se ci sono dei periodi di "secca" prima o poi vedrai che verrà a galla tutta l' inventiva in un botto! ;)

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