lunedì 29 novembre 2010

I Have A Dream...

...ma non lo svelerò a nessuno.
Qualcuno potrebbe decidere di rubarmelo.


Lo metterò nella mia Cassetta dei Desideri: se sarò abbastanza coraggiosa e determinata, lo ripescherò.
Se avrò fiducia in me stessa, nelle mie capacità... ci proverò.
Prima o poi...

mercoledì 3 novembre 2010

Il lutto

Si guardò allo specchio per l’ultima volta prima di uscire.
Aveva indossato il suo abito migliore quel giorno. Voleva che tutto fosse perfetto, che l’eleganza trasparisse prima del suo dolore.
La giovinezza aveva lasciato da tempo il suo viso, proprio come erano volati via i momenti passati assieme. La pelle non più tesa delle guance agognava per un ultimo bacio, consapevole che il tempo per averne un altro era ormai finito. Gli occhi grigi dietro alle lenti lasciavano percepire il mare di lacrime pronte a sgorgare al solo battito di ciglia. Le labbra increspate dall’amarezza tremavano davanti a quel riflesso di solitudine.
Lui non c’era più.
Davanti a quello specchio, ricordava ogni secondo della loro vita con tenerezza, e il sorriso che rare volte si lasciava sfuggire era inconsapevole del grande dolore che in realtà le stava squarciando il petto.
Ma gli aveva promesso di non piangere. Non ce n’era bisogno, diceva lui. Quando sai di aver vissuto la tua vita regalando la parte migliore di te alle persone che ti stanno accanto non si devono avere rimpianti.
Era molto concreto lui. Aveva poche, ma ferme certezze. Sapeva come comportarsi in ogni momento, non tergiversava in inutili attese, era convinto di ogni sua decisione.
Sapeva cosa fare, sempre. Sapeva come prenderla, con dolcezza e naturalezza.
Se doveva farsi perdonare, le regalava un fiore.
Se doveva comunicarle una brutta notizia, la portava in pasticceria: niente è meglio di una buona fetta di torta al cioccolato per far passare le angosce della vita, le ricordava sempre.
Se sentiva il bisogno di farle rivivere un momento magico, la portava in riva al fiume, dove si erano scambiati il primo bacio sotto la pioggia... Chissà come ci erano finiti poi in riva al fiume nel bel mezzo di un temporale, aveva ripensato spesso.
Era semplice, come piaceva a lei.
Era l’amore della sua vita.
Ne sentiva terribilmente la mancanza adesso. Le mancavano la forza, la sicurezza, la gentilezza, la praticità del marito, tutte cose che le servivano in un momento come questo, quando si sentiva più impacciata che mai, sola, senza chi le dicesse come doveva rivolgersi a chi veniva per porgerle le condoglianze, senza sapere come stare in mezzo a chi non avvertiva la sua pena, senza un braccio a cui appoggiarsi per scendere le scale, senza qualcuno che le offrisse la giacca se sentiva freddo, come faceva sempre lui, l’unico a sapere quanto non riuscisse a sopportare una giornata invernale.
Freddo... era quello che sentiva, freddo, nelle ossa, nella mente, nel respiro gelido di una casa vuota, nell’animo abbandonato ai ghiacci della sofferenza.
Ma non doveva piangere. Lui non avrebbe voluto.
Si diede un’ultimissima occhiata. Sapeva che fuori una macchina la stava aspettando per accompagnarla in chiesa, ma decise di indugiare ancora un attimo allo specchio. Attese quella che le sembrò una vita intera, ma non successe niente.
Era davvero sola nella casa.

Momenti - Premessa

Inauguro quella che è la mia nuova raccolta di Momenti.
Sono pensieri che mi nascono per caso nella mente, che elaboro da versi di poesie o canzoni, scene che colgo per caso dalla vita di ogni giorno, senza una necessaria consequenzialità temporale... Non tutto ha un inizio, non tutto ha una fine.
Come sempre, non sarò molto costante nella pubblicazione.
Mi scuso, sperando si possa comunque apprezzare il risultato.