mercoledì 12 gennaio 2011

Otto e mezzo, o dialogo di uno scrittore


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E io? Cosa posso dire della mia vita?
Niente. Perché non so più cosa sia diventata.

Mi piaceva fare tante cose, nella mia vita, quella di prima. Ne adoravo una in particolare.
Ero bravo, prima. Talmente bravo che non mi curavo della mia bravura. Erano gli altri a farmelo notare, e io non vedevo che tutto ciò cominciava, lentamente, a tramutarsi in superbia dentro di me.
Forse è per questo che ora mi ritrovo qui, pesantemente adagiato su una sottilissima lastra di ghiaccio che so si frantumerà a momenti, sotto la mia inarrestabile inettitudine.
Esagero, dite? Io non sono d'accordo.
Ora non so più trattenere i pensieri all'interno di me, nemmeno i più leggeri.
Non mi so più svegliare nel mezzo della notte, allo scrosciante rumore che fa un'idea quando inavvertitamente si infrange tra le pareti ormai consumate del tuo cuore.
Non so più far cantare la mia anima al profumo di un'elegante e melodica invenzione, che innalza i miei miseri sensi e li fa librare nell'aria come bolle di sapone, in una giornata in cui il vento li conduce lontano lontano, là, dove stanno tutte le mie più segrete emozioni.
Tutto scivola via dal mio corpo, come se il balsamo del mio talento, ormai perduto, emanasse un aroma troppo intenso perfino per ciò di cui il mio spirito finora si era sempre cibato a sazietà, perfino per la profondità più remota del mio stesso essere, creatrice incontrastabile dei mille arabeschi delle mie visioni.

Scrivere era l'oceano della mia vita. Era l'acqua salata in cui immergere le membra stanche, era l'agognato respiro dopo l'eterna apnea, era la sabbia su cui farsi coccolare dal calore di una semplice sensazione.
Era... era la mia esistenza.
Ma ora questo niente, che prima diveniva il mio tutto con il più piccolo capriccio dell'immaginazione, non desidera più cercare la sua umanità nell'arrogante esercizio della mia mente.
Svanisce, subito dopo essere balenato dispettosamente, si soffoca da sé, e muore.
E della stessa morte morirò io.

7 commenti:

  1. Riesce difficile commentare questo post.
    Nulla si può dire se non che sia un pezzo sincero e autentico, dunque eccezionale. Sono queste infatti alcune delle qualità che più si faticano a trovare oggi.
    Mancano spesso, oltre all'originalità (che si può perdonare), eleganza, armonia, senso.
    Questo pezzo è nuovo, colpisce perchè nitido, chiaro, lucido e, in un certo senso, terribile.
    È sempre un piacere leggere e appassionarsi a pagine come queste.

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  2. Grazie Marco.
    Ti ho espresso più di una volta quanto importante sia per me qualsiasi tuo commento, e riuscire a impressionarti è l'obiettivo che mi prefisso ogni giorno ormai, da quando ci conosciamo.
    Sapere di riuscirci mi riempie di gioia, e perché no, mi fa anche sentire quasi brava... :)

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  3. Sei incredibile Veronica, hai un'impronta di scrittura eccezionale! Riconoscerei il tuo stile in mezzo ad un milione di scrittori, perché sei unica! Spero anche io un giorno di diventare brava come te! per me sei un vero modello! :)

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  4. Ehi tu. No dico, con che coraggio posti una cosa simile dopo il commento che mi hai lasciato di là al mio ultimo post? Hai una vaga idea delle emozioni che suscita questo pezzo? Ti sei resa conto del dono che hai tra le mani?
    Sono io a invidiare te stavolta. Di brutto anche. ;)

    Brava ragazza. Davvero sensazionale.

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  5. Mi metti in imbarazzo, Giulia! Grazie davvero, è una bellissima cosa quella che hai scritto, non sai quanto mi facciano piacere tutti questi complimenti da parte tua!
    Non ti serve diventare 'brava'.
    Ti serve solo trovare la tua direzione, la tua impronta, come dici tu. Per me, a volte basta solo chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dal suono delle parole, pesare gli accostamenti ma non aver paura di rischiare qualche volta, mischiando sensazioni diverse tra loro.
    Quale vuoi sia il tuo stile, quello sarà.
    Basta solo volerlo, credo! :)

    Mirko, io non so cosa dire.
    Per me quello che scrivo è sempre un po' raffazzonato e confuso, non so mai se può piacere agli altri perché per prima non ne sono sempre soddisfatta.
    Ora, io sono partita da una mia piccola frustrazione, da un pensiero che avevo, non ben delineato, e non dico che aver letto il tuo post sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma di certo ha un po' razionalizzato quello che avrei voluto dire.
    Ti ringrazio, di cosa, dell'invidia a questo punto?:)
    A parte tutto, grazie. Mi fa sempre molto piacere ricevere un tuo commento.

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  6. Beh, sono onorato a questo punto di essere in parte causa di questo capolavoro. ;) Davvero, hai un potere straordinario. E il fatto che tu non sia sempre a pieno soddisfatta significa che sai di poter fare ancora meglio. E questo per tutti noi che ti seguiamo è grasso che cola! ;)

    Continua così.

    PS: la natura della mia invidia è assolutamente bonaria, positiva e costruttiva! ;)

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  7. Ovvio che lo stesso vale per me! :)

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