domenica 25 settembre 2011

Love Baking

Appena uscita dalla modalità pasticcera.
Due il totale delle torte realizzate:
1) la mia solita cheese cake con marmellata di fragole e cioccolato bianco, un classico a casa mia
2) la nuova crostata con pere, amaretti e cioccolato, ultimo dei miei esperimenti, che non è mai rimasta nella tortiera per più di un paio d'ore

Aspetto il momento dell'assaggio e spero, spero siano riuscite come dico io.

Cosa non si fa per i nonni che compiono gli anni...

sabato 10 settembre 2011

Notre-Dame de Paris, Arena di Verona

«Trovarono tra tutte quelle orribili carcasse due scheletri, uno dei quali abbracciava singolarmente l'altro. Uno di quegli scheletri, che era quello di una donna, era ancora coperto di qualche lembo di una veste di una stoffa che era stata bianca, ed era visibile attorno al suo collo una collana di adrézarach con un sacchettino di seta, ornato da perline verdi, che era aperto e vuoto. Quegli oggetti erano di così poco valore che di certo il boia non li aveva voluti. L'altro, abbracciava stretto questo, era lo scheletro di un uomo. Notarono che aveva la colonna vertebrale deviata, la testa incassata tra le scapole e una gamba più corta dell'altra. D'altronde non aveva alcuna vertebra cervicale rotta ed era evidente che non fosse stato impiccato. L'uomo al quale era appartenuto era quindi giunto lì, e lì era morto. Quando fecero per staccarlo dallo scheletro che abbracciava, cadde in polvere.»

Notre-Dame de Paris, Victor Hugo

Mai provato emozioni simili.
Tutta l'attesa è stata ripagata da uno spettacolo sensazionale, entusiasmante, divino. Perfetto.
Ma non trovo nemmeno le giuste parole per raccontare quello che è stato la scorsa sera.
Ho una strana, bella, magica sensazione nel ricordare ogni singolo momento che mi ha fatto emozionare, ma credo di volerla custodire gelosamente, anche per lasciare che l'immaginazione vi solletichi il pensiero di andare a curiosare di persona.

So solo che credo di non aver mai avuto i brividi di gioia.
Sublime.

mercoledì 7 settembre 2011

Interessante


Era sempre stata una persona interessante, nei miei ricordi, una di quelle che lo sono senza troppo sforzarsi di esserlo. Le risultava persino facile mostrarsi affascinante agli occhi degli altri. Bastava una parola, una risata, uno sguardo. Come biasimarla, poi: la verità era che chiunque l'incontrasse non si separava da lei senza provare almeno una punta di invidia per la naturalezza con cui portava avanti una vita in cui scandire ad alta voce la parola 'perfezione' non sembrava nemmeno così presuntuoso. Non devo nemmeno dire che io ero esattamente il suo opposto. Ma negli anni ho maturato la convinzione che questo giudizio fosse approssimativo e semplicistico, quasi fossi stata io spaventata dall'idea di non avere niente da dire su di lei a chi me l'avesse chiesto, mettendomi quindi fretta nel radunare le prime impressioni, i primi tratti di lei che mi avevano ammaliata. Lei aveva ed era qualcosa più di così, lo sento. E mi spiace non sapere tuttora se io l'abbia o meno capita davvero, in tutti questi anni.
Interessanti erano anche le persone che le stavano attorno, ma io non facevo parte di queste. Ci sono rapporti che si coltivano alla luce del sole, altri invece sono destinati a rimanere confinati in momenti asettici, saltuari, brevi, ma non per questo meno pregni di quella poesia che non può essere cosa da tutti i giorni, perché si guasterebbe. Mi piace pensare che sapessimo entrambe di non essere fatte per viverci.
C'era qualcosa in lei che mi ha sempre fatto credere le piacesse circondarsi di persone con cui potesse accendersi della sua brillante vitalità ed essere la persona interessante che ho sempre tenuto ben impresso nella mente, intelligente, sveglia, scaltra, competitiva, testarda, orgogliosa, fiera. Non ho mai lontanamente preso in considerazione la possibilità che potesse stancarsi di mantenere un livello così alto in un rapporto, che pretendesse di meno dagli altri, che si accontentasse.
O che desiderasse essere l'unica interessante.