sabato 3 marzo 2012

Non la chiamo col suo nome


Gli occhi bruciavano di un fuoco irrazionale, nato negli anfratti più reconditi del suo animo tormentato, nascosto all'ombra di un'acidità covata negli anni ma mai lasciata trapelare. Il suo sguardo, nonostante sembrasse assente, disinteressato, faceva quasi paura, perché vi si leggeva un furore recalcitrante che non poteva più essere contenuto.
Le parole, da dolci, calde, premurose, diventavano taglienti, gelide senza un apparente motivo. La cattiveria usciva incontrollata dalla sua bocca, incapace ormai di trattenere a sé un qualsiasi pensiero. Il viso contorceva le fattezze in un'espressione di vero disprezzo, che mai si vede in chi è abituato a non dover avere bisogno di difendersi con la voce costantemente.
Ma bastava un attimo, e tutto svaniva. Che si dovesse aspettare un minuto, un'ora, un giorno, poi tutto ritornava alla normalità.
O peggiorava.
Il fatto è che non c'era più tempo di essere quello che era sempre stata.
Non avrebbe più potuto avere responsabilità per ciò che la riguardava.
C'era una bestia che le divorava la mente. Mangiava, fino alla sazietà, e poi riprendeva da capo il suo lavoro, senza pause, senza tregue, senza pietà.
Una malattia che non conosceva ragioni, preoccupazioni, dubbi. Storie. Vite.
Una malattia che non lasciava spazio alla personalità, che parlava senza essere interpellata, che infiltrava convinzioni mai accettate, che insinuava il falso, che costruiva castelli di sabbia con i suoi ricordi, demolendoli poi con l'irruenza di un'onda sul bagnasciuga.

E c'era sempre meno luce nelle sue giornate.


13 commenti:

  1. Bellissimo.
    Sai, pensavo ad una cosa leggendo questo tuo pezzo. In fondo, se mai esistesse, credo che Baricco abbia descritto (o forse inventato) il lavoro per te.
    Questa tua storia mi ha ricordato il lavoro di Jasper Gwyn, e penso che potresti farlo bene. Potresti scrivere ritratti. Di persone. Con le parole.
    Hai del talento, ma che te lo sto a ripetere ogni volta. Insomma, pensaci.

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    1. Sarebbe perfetto. Sarebbe davvero perfetto avere un lavoro così. Staremo a vedere.
      Ma grazie, come sempre.

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  2. La grazia dello stile e la potenza dei pensieri. Nei tuoi scritti trovo sempre splendidamente coniugate queste due caratteristiche che, neanche a dirlo, adoro profondamente. Aspettiamo la prima pubblicazione :)

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    1. Ti ringrazio davvero. Che quello che scrivo arrivi a chi lo legge è indiscutibilmente il mio obiettivo principale.
      La prima pubblicazione l'aspetto anch'io :)

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  3. Meravigliosa, chiara, limpida, disarmante. Come sempre!

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    1. Giulia, rispondo in ritardo al commento perché non ho mai avuto giornate più piene di queste!
      Grazie mille a te, come sempre.
      Un abbraccio.

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  4. una malattia terribile. Che toglie "umanità". Non c'è cosa peggiore di non riconoscersi, specchiandosi nello sguardo di una persona cara, perché la bestia la sta trascinando via...salvo poi restituirtela, un po' meno tua. Un po' meno lei...Per un attimo ho letto "castelli di rabbia" e non di "sabbia". Sarebbe stato perfetto lo stesso, come tutto il resto. Mi piace leggerti. Sei proprio tu.

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    1. E purtroppo non c'è niente da fare, questa situazione sei costretto a viverla, anche se l'unica cosa che vorresti fare è mollare tutto e fuggire via, come se ci fossero viaggi che ti allontanano per davvero dalla tua vita di tutti i giorni. E invece devi stare dove sei, e dare una mano, per quanto sia possibile.
      Grazie Monica. Attendo sempre il tuo commento, che mi lascia ogni volta senza parole.
      Un abbraccio.

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  5. Scrivi sempre benissimo, questo pezzo mi ha fatto venire la pelle d'oca e molta tristezza, mi sembra di vederci dentro una persona che una volta conoscevo.
    "Il fatto è che non c'era più tempo di essere quello che era sempre stata." e "E c'era sempre meno luce nelle sue giornate." sono così perfette che fanno quasi male anche a me. Sei davvero brava..

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    1. Ti ringrazio tanto per i bei complimenti, apprezzo moltissimo.
      Credo queste cose lascino un segno su chi le legge perché le ho vissute e le vivo davvero. Non credo riuscirei a inventarmi una storia di punto in bianco con la stessa lucida verità. E la verità fa sempre male, dicono.
      Grazie ancora.

      (A volte mi sembra di vederti in università, ma non so mai se sei tu o se ho le allucinazioni)

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    2. Potrei essere io se vado in giro barcollando e con un'aria distrutta :)

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