martedì 31 luglio 2012

27 luglio


Sono andata a sentire anche Damien Rice, la settimana scorsa.
Dopo sei anni, alla fine ci sono riuscita.
E anche se è uno degli artisti che apprezzo di più, non ne ero entusiasta. Non come avrei voluto, probabilmente.

Ma poi lui è salito sul palco, e qualcosa è cambiato.
Non so se sia stata la canzone con cui ha aperto il concerto.
O che fosse sul palco, da solo, con la sua chitarra.
Oppure il fatto che avesse qualcosa da raccontare.

Io ho pianto comunque.
Di gioia.

4 commenti:

  1. Qui sguazzo nell'ignoranza, non l'ho mai ascoltato molto. Proverò a mettermici d'impegno..e comunque è bellissimo piangere di gioia ai concerti, li senti di più, sei più lì.

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    1. Tranquilla, è uno di quei cantautori che scopri per caso, lo ascoltano in pochi e non lo passano alla radio, ovviamente, e proprio per questo te ne innamori.
      Non ha pretese, fa canzoncine che a un primo ascolto suonano facili, ma che sentite dal vivo ti fanno capire la differenza tra uno che canta e basta e uno che invece si dà da fare e scrive.
      A me piace.

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  2. Concerto meraviglioso, sinceramente non pensavo che dal vivo fosse così bravo e che un suo concerto fosse così intenso.
    Unico appunto (lo sai che sono noioso): non è necessario sentirlo dal vivo per capire la differenza tra uno che canta e basta e uno come D. Rice.

    Infine, sarebbe anche ora facesse un nuovo disco.

    Marco87

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