venerdì 3 agosto 2012

Come un cappello perso nel vento

Bastarono poche parole perché divenisse a entrambi evidente che tutto tra loro era cambiato. Le voci fredde e metalliche al telefono non facevano altro che restituire quella mutua rassegnazione che il tono spontaneo e spensierato cercava di celare.
Non che quello che c'era stato fosse svanito nel nulla, cancellato per sempre da mesi di lontananza, di assenza meditata, di volontaria pigrizia.
Semplicemente, come un cappello perso nel vento, i momenti passati assieme fluttuavano sempre più lontani da loro, sfuggevoli e irraggiungibili, e nonostante i tentativi e le innumerevoli corse per cercare di acchiapparli, si accorgevano di avere il fiatone, e che di nuovi, diversi cappelli ne era pieno il mondo.

3 commenti:

  1. Risposte
    1. Sì, con un po' di fatica le idee ricominciano a entrarmi in testa e a prendere una forma decente. Spero un po' di vacanza mi aiuti a chiarire qualche pensiero, altrimenti dovrò rimandare tutto a dopo gli esami...

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    2. Mi piace tanto leggere quello che scrivi, soprattutto come riesci a scriverlo. Spero che riuscirai a continuare, quindi buona vacanza e buoni esami!

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