martedì 20 novembre 2012

Martedì mattina

Appuntava pensieri sparsi su brandelli di fogli stropicciati, e molto spesso di questi pensieri non rimaneva che la loro momentaneità. Altre volte succedeva che un'idea gli arrovellasse la mente per giorni e giorni, traducendosi infine nel migliore dei suoi racconti o, molto più spesso, perdendosi nella trama di tutto il materiale che non riusciva a trasformare in una sensata sequenza di sensazioni e immagini.
Sapeva di avere il privilegio di un dono che in molti cercano per tutta la vita, senza darsi pace nemmeno nel momento in cui realizzare di non averlo trovato diveniva l'unica, evidente realtà. Ma allo stesso tempo non sembrava curarsene: scrivere era ormai un atto involontario, come è involontaria la contrazione di quei muscoli che ci permettono di rimanere in vita. Era un automatismo impossibile da controllare, ma che aveva col tempo imparato ad accudire, nutrendo il suo spirito con l'esercizio - seppur sporadico - e traendo una soddisfazione non forzata dai risultati. Sapendo che avrebbe puntualmente trovato il modo di usufruire delle parole, aveva sviluppato un'abilità straordinaria nel concedersi il lusso di aspettare sempre il momento opportuno.
La sua era una presa di coscienza che non prevedeva la suberba ammirazione del proprio lavoro. Anzi, al contrario, anche quando intuiva la superiorità della propria scrittura, non poteva far a meno di nutrire un'invidia spontanea per tutto ciò che scrivevano gli altri. C'era qualcosa nelle parole non uscite dalla sua penna che sconvolgeva il suo animo, facendolo infiammare di rabbia e sconforto in parti uguali.
Comprendeva che a guidare quegli scritti non vi era la capacità compositiva di cui aveva imparato ad armarsi, ma la stravaganza di una creatività che la sua pigrizia gli precludeva.

lunedì 12 novembre 2012

È lunedì.

E il lunedì risveglia tutte le tue preoccupazioni, quando anche i problemi degli altri si mettono a ballarti intorno senza lasciarti lo spazio per respirare. E inevitabilmente diventano i tuoi. Fa in modo che la scia di una lacrima apra la strada a una nuova, e si ricorda di non dimenticarne una sulla guancia. Quella sai non la toglierai neanche con la manica della tua camicia a fiori, tanto a fondo il dolore ha ormai scavato. Non è come quella torta alle nocciole, quella con con talmente tanto burro che l'impasto scivola via dalla pirofila senza fatica. Lui, non se ne va.
Ed è solamente lunedì.

mercoledì 7 novembre 2012

Virgolette

Io ho sempre creduto che la speranza è quella cosa ostinata dentro di noi che insiste, nonostante le evidenti avversità, che qualcosa di meglio ci aspetta in lontananza se abbiamo il coraggio di continuare a raggiungerlo, di continuare a lavorare, di continuare a combattere.
Barack Obama, 6 novembre 2012