martedì 20 novembre 2012

Martedì mattina

Appuntava pensieri sparsi su brandelli di fogli stropicciati, e molto spesso di questi pensieri non rimaneva che la loro momentaneità. Altre volte succedeva che un'idea gli arrovellasse la mente per giorni e giorni, traducendosi infine nel migliore dei suoi racconti o, molto più spesso, perdendosi nella trama di tutto il materiale che non riusciva a trasformare in una sensata sequenza di sensazioni e immagini.
Sapeva di avere il privilegio di un dono che in molti cercano per tutta la vita, senza darsi pace nemmeno nel momento in cui realizzare di non averlo trovato diveniva l'unica, evidente realtà. Ma allo stesso tempo non sembrava curarsene: scrivere era ormai un atto involontario, come è involontaria la contrazione di quei muscoli che ci permettono di rimanere in vita. Era un automatismo impossibile da controllare, ma che aveva col tempo imparato ad accudire, nutrendo il suo spirito con l'esercizio - seppur sporadico - e traendo una soddisfazione non forzata dai risultati. Sapendo che avrebbe puntualmente trovato il modo di usufruire delle parole, aveva sviluppato un'abilità straordinaria nel concedersi il lusso di aspettare sempre il momento opportuno.
La sua era una presa di coscienza che non prevedeva la suberba ammirazione del proprio lavoro. Anzi, al contrario, anche quando intuiva la superiorità della propria scrittura, non poteva far a meno di nutrire un'invidia spontanea per tutto ciò che scrivevano gli altri. C'era qualcosa nelle parole non uscite dalla sua penna che sconvolgeva il suo animo, facendolo infiammare di rabbia e sconforto in parti uguali.
Comprendeva che a guidare quegli scritti non vi era la capacità compositiva di cui aveva imparato ad armarsi, ma la stravaganza di una creatività che la sua pigrizia gli precludeva.

3 commenti:

  1. Io trovo che questo pezzo sia bellissimo.
    Io trovo anche che quando scrivi riferendoti evidentemente a fatti reali (provato dall'etichetta che hai dato) il risultato abbia una valore superiore, una sorta di grado di perfezione ulteriore.

    Marco

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    1. Ovviamente ti ringrazio. Si sa, molto di quello che scrivo è direttamente collegato alle mie esperienze o a quello che comunque mi riguarda in prima persona. Anche se per non cadere nella banalità di usare sempre personaggi femminili sono costretta a metterne in scena uno maschile ogni tanto.
      Poi, per quello che vale, ci sono verità più vere di altre. E il risultato allora può cambiare.

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  2. Anche a me piace molto questo pezzo... Brava la mia Tessshora! :)

    Passa da me, ti ho lasciato un pensiero (senza impegno) :)
    http://thatsmeinthekitchen.blogspot.it/2012/11/dolci-tentazioni-panna-cotta-pere-e.html

    Smack!

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