martedì 20 gennaio 2015

Poche cose, di passaggio

Non aggiorno questo spazio da troppo tempo, ma mi mancano le parole. 
Questo non significa nulla, però. Potrei impegnarmi di più. Già.
Ma sto scrivendo, sia ben chiaro. Poco, ma quello che voglio dire lo dico.

Ho iniziato questo 2015 con un progetto interessante, a mio avviso. Conto di avere la costanza e la determinazione per riuscire a portarlo a termine - mi sentirei sconfitta se così non fosse, vorrei ammetterlo qui.

E poi ci sono i soliti impegni di inizio anno, ma non per questo meno interessanti. 
I film, gli Oscar - tra l'altro in nomination moltissimi dei film che avevo già in programma di vedere. Ottimo, direi. 

Boyhood
Selma
The Theory of Everything
Whiplash
American Sniper
The Imitation Game
Birdman
The Grand Budapest Hotel

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Ho visto tutti i film prima di ieri sera, notte degli Oscar, senza mai addormentarmi. Sono soddisfazioni.
Posso dire che mi sono piaciuti un po' tutti? L'unico che mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca, ripensandoci, è Boyhood, ma avevo anche delle aspettative non indifferenti. Sul piano-sequenza infinito in Birdman (e più in generale sul film) non aggiungerò altre parole, tutto meraviglioso.
Ho pianto sentendo Glory in Selma, Benedict Cumberbatch mi è piaciuto quasi più che in Sherlock, Bradley Cooper ha fatto davvero un bel lavoro in American Sniper. E J.K. Simmons mi ha fatto venire l'ansia in Whiplash. Eddie caro, sei carino e tanto bravo, ma forse non sono contenta di come siano andate le cose, ci devo ripensare.
Ecco, forse più dei film in sé quest'anno forse mi sono soffermata a osservare le interpretazioni.